Bitcoin e Oro a confronto: una recente analisi del World Gold Council, basata sui dati degli ultimi 5 anni, ci spiega le differenze sostanziali fra questi due asset e perchè Bitcoin non può essere inteso come “oro digitale”. Un aggiornamento fondamentale sull’argomento che avevamo già trattato nel nostro articolo di maggio 2023 su “oro e cryptovalute.”
Lo scorso mese di agosto è stato senz’altro per l’oro un mese da ricordare, in particolare la settimana fra i 5 e il 12. Non tanto per i rialzi record del metallo prezioso, quanto per la sua risposta alle performance degli altri asset, in particolare degli asset rischiosi. Quello che è accaduto ha sollevato notevoli interrogativi e confronti, dal momento che gli investitori hanno sperimentato livelli di volatilità che non vedevamo dal periodo COVID. I titoli azionari, in quasi tutte le piazze, sono stati gravemente colpiti e al loro apice, l’S&P 500 e il NASDAQ erano in calo rispettivamente di oltre il quattro e il sei percento, lunedì 5 Agosto.
Eventi di questa natura, che interessano tutti i mercati, sono una buona occasione per fare un passo indietro e ricordarci quali sono i fondamentali di ogni classe di attività e un momento opportuno per valutare come si sono comportati rispetto alle nostre aspettative.
La composizione del mio portafoglio ha funzionato come previsto durante queste condizioni di mercato estreme?
Bitcoin come asset di copertura dall’inflazione
In tale contesto, in molti hanno tirato in ballo le criptovalute e l’uso di bitcoin come asset di “copertura dall’inflazione” o riserva di valore.
Alcuni addirittura affermano che bitcoin può essere considerato “oro digitale”.
Tuttavia, numerosi ricercatori di mercato e giornalisti specializzati stanno contestando tale affermazione.
Il World Gold Council, in una sua recente analisi, ritiene che il modo migliore per confrontare bitcoin e oro sia quello di partire dall’analisi dei numeri, a partire da quelli relativi ai rendimenti.
Negli ultimi cinque anni, sia oro che bitcoin hanno fornito forti rendimenti. Non c’è dubbio che bitcoin abbia offerto un notevole rialzo (e talvolta un ribasso), ma a quale costo rispetto all’oro?
L’analisi del WGC sulle differenze fra Bitcoin e Oro
Proviamo insieme ad approfondire concentrandoci prima di tutto sulla volatilità.
In parole povere, oro e bitcoin si trovano praticamente ai due estremi opposti dello spettro della volatilità. Se analizziamo i dati sulla base dei rendimenti giornalieri in dollari USA tra il 31 dicembre 2018 e il 31 dicembre 2023, vediamo che la percentuale di volatilità dell’oro si attesta intorno al 15% mentre Bitcoin supera il 60%. Quindi, su base quinquennale ci accorgiamo subito di un quadro molto chiaro: l’Oro è assolutamente molto meno volatile rispetto a Bitcoin.
L’oro, come spesso abbiamo evidenziato nei nostri articoli, ha dimostrato da lungo tempo il suo ruolo di bene rifugio, anche supportato da chiari casi d’uso da parte di molte banche centrali, partecipazioni di investimento a lungo termine e risparmi globali, quindi, la sua volatilità si colloca nella fascia bassa dello spettro dei beni comparabili.
Il caso d’uso più evidente di Bitcoin, come più volte indicato dai principali gestori patrimoniali, è dato dalla sua posizione come indicatore dell’adozione complessiva della blockchain. Questo rende le sue prestazioni e volatilità più vicine ai titoli tecnologici.
Due profili significativamente diversi
I risultati annuali, compresa la più recente correzione del mercato verificatasi i primi di agosto, confermano ulteriormente che oro e bitcoin hanno profili significativamente diversi.
Andiamo adesso ad analizzare la correlazione fra Oro, Bitcoin e gli altri principali asset. Nuovamente, i dati dimostrano che bitcoin e oro hanno driver diversi e in periodi di maggiore stress delle condizioni di mercato, l’oro fornisce un impatto unico, molto diverso da bitcoin, su un portafoglio diversificato.
Esaminando i dati sia annuali che medi negli ultimi cinque anni, la performance dell’oro fornisce una correlazione positiva nei mercati in rialzo e una correlazione negativa nei mercati in ribasso.
Alcuni esempi sul comportamento del Bitcoin
Guardando più da vicino le correlazioni settimanali mobili su base annuale con l’S&P 500, vediamo, ad esempio, che l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 rappresenta un momento di mercato che amplifica il ruolo dell’oro come bene rifugio e una performance che lo distingue nettamente da Bitcoin.
Questo rafforza ulteriormente il fatto che l’oro è accettato su scala globale, senza restrizioni, come riserva di valore che protegge gli investitori dai rischi.
E infine, sempre con riferimento all’analisi effettuata dal WGC, osserviamo i rendimenti su una base di rischio “aggiustato” usando un portafoglio simulato diversificato per dimostrare il caso.
Il WGC ha effettuato una simulazione sull’impatto della performance su questo portafoglio aggiungendo un’allocazione che va dal 2,5% al 10% e valutato l’impatto ai vari livelli di allocazione. È chiaro da questa analisi che un’allocazione in oro riduce la volatilità fornendo al contempo rendimenti migliori e lo fa in modo coerente anche con un livello di allocazione aumentato. Al contrario, questo non è il caso di bitcoin, infatti è risultato dalla simulazione che maggiore è la sua allocazione più alto è il margine di rischio.
Bitcoin segue gli asset di rischio
È fondamentale ricordare, maggiormente come punto amplificato durante la settimana del 5 agosto, che per essere davvero un bene rifugio, il giusto tipo di performance durante i ribassi significativi del mercato è fondamentale. Ciò che risulta evidente è che, il bitcoin non ha dimostrato le stesse caratteristiche dell’oro in quei momenti critici. Quando ci si aspettava protezione contro i movimenti significativi del mercato, il bitcoin ha decisamente seguito gli asset di rischio.
L’aggiunta di oro a un portafoglio garantisce una diversificazione dimostrata, mentre Bitcoin non offre alcuna diversificazione genuina: l’aggiunta di Bitcoin equivale ad aumentare l’esposizione ad azioni ad alto rischio. Un confronto più ampio tra le classi di attività è nell’articolo oro, azioni e obbligazioni a confronto. Come avviene per i titoli tecnologici, il che supporta ulteriormente, come abbiamo già detto, il caso d’uso più comune di Bitcoin come indicatore per l’adozione della blockchain.
Come si comporta l’oro allocato in un portafoglio
L’allocazione dell’oro nel portafoglio fornisce un livello crescente di rendimento aggiustato per il rischio a qualsiasi livello di allocazione. Tenerlo per l’ultimo decennio ha aumentato i rendimenti aggiustati per il rischio e ridotto la volatilità.
L’assegnazione di bitcoin a un portafoglio e il suo mantenimento per l’ultimo decennio ha aumentato il rendimento aggiustato per il rischio a un certo livello, in questo caso del 2,5%. Tuttavia, oltre quel livello di allocazione, la volatilità del portafoglio sarebbe stata maggiore e il rendimento aggiustato per il rischio si sarebbe deteriorato.
Conclusioni
L’analisi dei dati ha dimostrato quindi in maniera incontrovertibile che oro e bitcoin sono investimenti molto diversi, ognuno con caratteristiche e rischi unici. Mentre bitcoin può portare alcuni benefici a un portafoglio diversificato, i dati mostrano che non è un investimento equivalente all’oro o un sostituto dell’oro in quanto aggiunge rischio attraverso una maggiore volatilità e rendimenti paragonabili ad asset azionari ad alto rischio.
Per tutte le informazioni sugli investimenti in lingotti d’oro o in monete d’oro vi consigliamo gli approfondimenti ai seguenti link:
- Investire in lingotti d’oro: ecco perché ha un’importanza strategica >>>
- Investimenti in oro fisico: motivazioni e peculiarità >>>
- Investire in oro: come fare e quando conviene;
- Investimenti in oro al dettaglio;
- L’oro come investimento per le aziende;
- Disciplina del mercato dell’oro in Italia >>>
- Listino prezzi Lingotti Argor Heraeus >>>
- Torna alla homepage del nostro Blog “investire in Oro” >>>