La Banca d’Italia amministra le riserve ufficiali del nostro Paese e, come altre banche centrali nazionali dei paesi dell’Unione Europea, parte di quelle della Banca Centrale Europea (BCE). Queste riserve ufficiali contribuiscono a sostenere la credibilità del Sistema delle Banche nazionali europee e possono essere utilizzate per interventi sul mercato dei cambi. L’ordinamento assegna la proprietà delle riserve alla Banca d’Italia; in base all’art. 127 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (ex art. 105 del TCE). Le riserve del nostro paese consentono di adempiere agli impegni dell’Italia nei confronti degli organismi finanziari internazionali. Una parte consistente di queste riserve è costituita dalle Riserve Auree.
Le riserve della Repubblica Italiana
La funzione delle riserve auree italiane è prioritariamente quella di rafforzare la fiducia nella stabilità del sistema economico e finanziario della nazione e dell’intera Eurozona. Infatti, le riserve auree svolgono un ruolo cruciale per il sistema economico globale.
L’Italia è oggi il quarto detentore di riserve auree al mondo, dopo la Federal Reserve statunitense, la Bundesbank tedesca e il Fondo monetario internazionale. Secondo le regole contabili adottate a livello dell’Eurozona, l’oro è valutato ai prezzi di mercato di fine esercizio. Ad esempio, al 31 dicembre 2018 il controvalore del quantitativo di oro di proprietà dell’Istituto era pari a circa 88 miliardi di euro grazie alle riserve auree.
Qual è il motivo dell’esistenza delle riserve d’oro?
L’oro non è soggetto al rischio di solvibilità in quanto non viene “emesso” da alcuna autorità (ad esempio, governo o banca centrale). L’oro possiede una serie di caratteristiche che lo differenziano da gran parte dei metalli presenti in natura. Allo stato puro è quasi del tutto incorruttibile, non arrugginisce e non si ossida. È facilmente trasportabile e facilmente conservabile ed è agevolmente lavorabile grazie alla sua elevata duttilità. Queste peculiari caratteristiche, unite alla sua scarsità in natura, hanno reso nel tempo l’oro un ottimo strumento per la determinazione del valore dei beni e come vera e propria “valuta” di pagamento.
Alla luce di queste caratteristiche e delle sue funzioni specifiche, l’oro viene utilizzato dalle banche centrali per diversi scopi legati alle riserve auree.
L’acquisto e la vendita dell’oro possono essere effettuati sia per scopi finanziari, sia per variare il livello delle riserve. L’oro può essere dato in deposito per ricavare un reddito e infine può essere utilizzato come garanzia per ottenere dei prestiti sul mercato.
Quante sono e dove sono localizzate le riserve d’oro della Banca d’Italia?
Le riserve auree italiane ammontano oggi a 2.452 tonnellate. Dopo che nel 1999 141 Tonnellate sono state conferite alla BCE in occasione dell’entrata in vigore dell’euro (dati banca d’Italia). Di queste 4,1 tonnellate sono sotto forma di monete, il così detto “oro monetato” (871.713 monete d’oro di varia provenienza). Le rimanenti risorse si trovano sotto forma di lingotti.
La maggior parte di questi lingotti è certificata Good Delivery da 400 once (12,5 Kg), le classiche barre di tipo tradizionale a forma prismatica. Tuttavia, diversi esemplari presentano la forma di parallelepipedo o mattone, di tipo americano, e di panetto di tipo inglese. Ciascuno di questi ha un peso che va da un minimo di 4,2 a un massimo di 19,7 kg, con un peso medio di poco superiore ai 12,5 kg.
Il titolo medio dei lingotti, ossia la percentuale media di oro fino usata nella lega, è di 996,2 e in numerosi casi si ha un titolo di 999,99.
Dove sono custodite.
Presso la Sede di Banca d’Italia in Via Nazionale 91 sono custodite 1.100 tonnellate di oro di proprietà dell’Istituto. che comprendono anche la totalità dell’oro “monetato”, insieme a una quota di 100 tonnellate facente parte delle riserve conferite alla BCE.
La restante parte delle riserve d’oro è stata distribuita in altri paesi. Tale scelta di dislocare all’estero poco più della metà del metallo, presso diverse Banche Centrali, deriva, oltre che da ragioni storiche, legate ai luoghi in cui l’oro fu acquistato, anche da una strategia di diversificazione finalizzata alla minimizzazione dei rischi durante la guerra fredda. Inoltre, la localizzazione prescelta dalla Banca riflette la primaria importanza di tali piazze finanziarie per il mercato internazionale dell’oro.
Dal punto di vista della localizzazione geografica, l’oro di proprietà della Banca d’Italia oltre le 1.100 tonnellate allocate presso la sede centrale, è distribuito nei seguenti paesi:
Regno Unito 141,2 tonnellate, Svizzera 149,3 tonnellate, Stati Uniti 1.061,5 tonnellate, per un totale di 2.452 tonnellate. Questi numeri riflettono l’importanza delle riserve auree italiane.
Il mercato dell’oro.
Londra rappresenta da sempre il principale mercato dell’oro fisico, lì avvengono gli scambi di oro da parte dei membri del London Bullion Market Association (LBMA) e dove viene definito due volte al giorno il prezzo ufficiale dell’oro, al quale fanno riferimento gran parte dei contratti legati all’oro a livello internazionale.
La LBMA ha definito anche lo standard di caratteristiche che i singoli lingotti devono avere per essere considerati “London Good Delivery” (LGD). Il rispetto di questi requisiti permette ai compratori professionali di accettare lingotti d’oro senza una verifica della effettiva quantità di metallo prezioso contenuta nel lingotto.
Come abbiamo già detto, una parte piuttosto consistente dell’oro che costituisce le riserve auree italiane possiede già queste caratteristiche. Va anche precisato che l’oro non conforme può comunque essere negoziato, previa applicazione di un margine di sconto – che di norma equivale ai costi da sostenere per rendere i lingotti compatibili con lo standard – rispetto al prezzo ufficiale di mercato.
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