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Quotazioni dell’oro in ripresa dopo l’ultima settimana

quotazioni dell'oro in ripresa

Le quotazioni dell’oro hanno ripreso a salire dopo lo scivolone dell’ultima settimana.

Quotazioni dell’oro in ripresa dopo l’ultima settimana. Riteniamo che l’analisi sul lungo periodo espressa nel post “Previsioni prezzo oro 2018-2019. Dove si spingerà la quotazione?” resti confermata. A fronte di questo inizio di ripresa il dollaro rimane invariato e gli investitori sono in attesa di notizie della Fed per la conferenza stampa del presidente Jerome Powell prevista per oggi.

Le quotazioni dell’oro nella mattina di oggi sono salite a 1.215,5 dollari/oncia.

Powell, nella conferenza stampa di oggi, potrebbe tentare di calmare le paure su un ulteriore repentino aumento dei tassi da parte della Fed. Tenuto conto che solo 15 giorni addietro aveva reso nota la volontà di un ulteriore aumento nel mese di dicembre.

Il rialzo dei tassi di interesse e conseguentemente dei rendimenti dei titoli USA hanno solitamente la tendenza a spingere l’oro al ribasso e il dollaro al rialzo. Il segnale di un rallentamento degli incrementi dei tassi di interesse, cosa questa fortemente voluta da Trump, ha causato uno stop al rialzo del dollaro USA aiutando così l’oro nella spinta di ripresa. Un dollaro più debole tende a rendere la quotazione dell’oro più conveniente per i titolari di altre valute.

Investitori istituzionali e speculatori si stanno accaparrando, soprattutto sui mercati asiatici, grossi quantitativi di oro. Questo è un chiaro segnale che le previsioni di crescita a medio termine siano molto accreditate. Diversi analisti stimano ancora oggi che la quotazione dell’oro ha il potenziale di salire fino a 1.230-1.240 dollari.

Previsioni

Gli analisti ritengono anche che l’avvenuto accordo sulla Brexit abbia contribuito a far scendere il dollaro. Oggi il Primo Ministro britannico ha presentato la bozza di un accordo al suo governo, dopo la sigla dell’accordo fra Regno Unito ed UE.

Sul versante Europeo perdura lo stato di crisi fra Italia e UE sulla legge di bilancio. La conseguente tendenza al rialzo dello spread che ieri ha chiuso a 310 punti contribuisce a spostare gli interessi degli investitori verso beni rifugio più sicuri come l’oro.

Se nei prossimi giorni la quotazione dell’oro riuscirà a superare la resistenza dei 1.220 dollari/oncia allora si confermerebbe la nuova fase rialzista che potrebbe portarlo nuovamente a superare i 1.235 dollari oncia. Al contrario portandosi nuovamente sotto il supporto dei 1.200 dollari/oncia darebbe inizio ad una nuova fase ribassista.

(PXL OÜ – 15 novembre 2018)

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