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Oro unico vincitore nel contesto geopolitico 2019

oro unico vincitore nel 2019

In queste settimane si può considerare certamente l’oro unico vincitore nel contesto geopolitico generale, soprattutto rispetto all’andamento dei prezzi di altre materie prime.

La situazione geopolitica

Nelle ultime settimane gli attriti tra Usa e Iran sono saliti nettamente di tono a causa dei ripetuti attacchi alle petroliere in Medio Oriente.

Questa escalation di tensione ha riacceso le ipotesi su una possibile chiusura dello Stretto di Hormuz, che è per l’economia mondiale uno snodo vitale, se si tiene conto che il 30% del greggio e di tutti i derivati mondiali scambiati via mare passa in quella zona.

In questo contesto la situazione geopolitica continuerà a pesare sui prezzi del petrolio. I negoziati commerciali incideranno sulle aspettative della domanda mentre le tensioni in Medio Oriente potranno influenzare l’offerta potenziale. Ci si aspetta che un tale contesto agevolerà il prezzo dell’oro

In quest’ottica, ci si aspetta che l’OPEC si adoperi in tutti i contesti per mantenere il prezzo del petrolio il più possibile sostenibile.

Queste tensioni geopolitiche sono costantemente presenti in quest’area e la loro importanza tende a modificarsi nel tempo, così come l’influenza crescente della Russia in Medio Oriente.

Insomma, sul futuro del prezzo del petrolio non c’è una chiara definizione e prospettiva.

Oro unico vincitore nel contesto geopolitico

Sembra invece che l’unico vero vincitore dei prossimi mesi sia proprio l’oro.

Il rally del metallo giallo è stato guidato in gran parte dalla Federal Reserve statunitense che ha adottato una politica monetaria più accomodante.

Con i mercati che scontano un taglio dei tassi nella prossima riunione del Federal Open Market Committee del 30 e 31 luglio, è probabile che l’oro continui ad essere sostenuto dal sentiment degli investitori.

Una previsione peraltro confermata anche dalle posizioni speculative sul metallo prezioso che sono nettamente aumentate nelle ultime settimane raggiungendo i picchi registrati negli ultimi anni soltanto in occasione del referendum della Brexit del 2016.

Una Fed accomodante manterrà bassi i rendimenti dei Buoni del Tesoro USA e, al contempo, addomesticherà la forza del dollaro. Questo offrirà un solido supporto ai prezzi del metallo prezioso. I prezzi dell’oro potrebbero quindi continuare a salire entro la fine del secondo trimestre del 2020 portandosi sopra i 1.500 $/Oz. In assenza di importanti eventi negativi.

(PXL OÜ – 30 luglio 2019)

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