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L’oro tra la Fed e l’Ucraina

l'Oro fra la Fed e l'Ucraina

L’oro si trova oggi compresso tra la FED e l’Ucraina. La scorsa settimana l’oro ha chiuso con la più forte perdita degli ultimi quattro mesi, dopo le dichiarazioni con cui Janet Yellen, presidente della Federal Reserve, ha annunciato la riduzione degli stimoli monetari di altri 10 miliardi di dollari, portando il totale mensile di titoli acquistati a 55 miliardi.

Le dichiarazioni della FED hanno causato un crollo dell’oro

La Yellen, inoltre, ha rilasciato delle indicazioni sui tassi di interesse che potrebbero essere alzati tra 6 mesi, ben prima di quanto fino ad ora previsto dagli esperti.

L’impatto delle dichiarazioni sull’oro è stato un ribasso settimanale del metallo di più del 3%, con una fixing pm del venerdì a 1.336 dollari l’oncia ed un rialzo del dollaro.

La Fed ha anche aggiornato il proprio orientamento riguardo il tasso di disoccupazione, superando lo sbarramento del 6,5% in precedenza inteso come soglia superata la quale si sarebbero interrotte le misure espansive.

La banca centrale ha ribadito che saranno presi in considerazione tutti i fattori economici al fine di valutare le politiche monetarie da adottare.

La situazione in Ucraina spinge l’oro nella direzione opposta

Nel frattempo gli eventi in Ucraina, dove la tensione per le mosse della vicina Russia in Crimea ha accresciuto la domanda di beni rifugio, fanno pensare ad una settimana in cui l’oro potrebbe trovare dei fondamentali per il rialzo. Così come accaduto subito dopo il referendum per l’annessione.

Il braccio di ferro politico tra l’Occidente e la Russia dopo l’annessione della Crimea, infatti, si è intensificato: gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni a Mosca, mentre l’Unione Europea le ha fortemente minacciate.

Questa situazione potrebbe essere favorevole non solo per l’oro, ma anche per altri beni primari, che potrebbero giovarsi di una situazione politica mondiale incerta.

L’Europa, infatti, si trova ad un bivio: decidere di applicare le sanzioni minacciate, e potenzialmente alimentare una situazione di crisi già di per sé tesa, oppure non infierire ed abbassare i toni, facendo pensare però al premier russo di poter liberamente annettere altre regioni orientali filorusse senza conseguenze.

Una situazione sul filo, che potrebbe aumentare l’interesse degli investitori per l’oro. Nonostante l’oro si trovi attualmente compresso tra FED e l’Ucraina. Gli investitori restano in attesa dei dati statunitensi sul settore immobiliare, nonché del rapporto sulla fiducia dei consumatori e quello sui beni durevoli.

Altrove sul Comex, l’argento con consegna a maggio è sceso del 5,13% settimanale, chiudendo a 20,31 dollari, mentre il rame con consegna a maggio ha chiuso a 2,950 dollari, in calo dello 0,02%. Per il rame l’attenzione si sposta ora al rilascio da parte di HSBC del China Purchasing Managers’ Index sul settore manifatturiero, atteso oggi.

(Informazioni d’Oro – 24 marzo 2014)

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