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L’oro e le pensioni future

L'oro e le pensioni future

Perché l’oro potrebbe svolgere un ruolo importante nella tua futura pensione.

Il 2023 si presenta un anno particolarmente volatile per i mercati di investimento globali. Ciò contrasta con il 2021, quando i mercati azionari hanno sperimentato una ripresa, indotta dagli stimoli delle Banche centrali, durante la quale hanno raggiunto massimi storici. Anche i tassi di interesse si sono attestati su livelli estremamente bassi dopo un decennio di allentamento quantitativo e bassa crescita economica.

Andando avanti, con lo scenario geopolitico sempre più incerto, il panorama degli investimenti sembra diventare sempre meno sicuro. In primo luogo, il conflitto in Ucraina attualmente in stallo vede sempre più coinvolte le nazioni occidentali. Una sorpresa per molti e ha portato ad una forte crisi energetica in gran parte dell’Europa. In particolare l’Europa è stata colpita dall’aumento dei prezzi del carburante e dell’energia, con il tasso di inflazione che ha registrato il 10,1% al termine dello scorso anno. In questo contesto, i tassi di interesse sono aumentati per cercare di arginare i prestiti e, a loro volta, raffreddare l’economia, il che ha agito da ostacolo al progresso dei mercati azionari e obbligazionari. Abbiamo anche vissuto alcune settimane particolarmente difficili in tutta Europa, che si sono riversate sulle finanze dei consumatori come i prestiti ipotecari, dove le offerte di tassi sono state rimosse o notevolmente aumentate.

L’incertezza del mercato ha avuto un impatto enorme sui fondi di investimento e pensione.

I vantaggi della diversificazione dell’oro come asset di investimento sono ben documentati e il metallo prezioso ha storicamente mostrato una bassa correlazione con azioni e obbligazioni, contribuendo così a migliorare la performance aggiustata per il rischio di un portafoglio ben diversificato. L’oro ha anche dimostrato la sua capacità di fungere da bene rifugio in tempi di sconvolgimenti politici ed economici.

Si è comportato favorevolmente nel mercato attuale, in particolare se detenuto in Euro. Gli indici generali statunitensi ed europei sono scesi durante il periodo di un anno, con prelievi compresi tra il 10 e il 20%. L’oro denominato in Euro, nel frattempo, ha prodotto rendimenti positivi in ragione dell’8% circa.

I più importanti commentatori di mercato come il World Gold Council sostengono una ponderazione del portafoglio di investimenti compresa tra l’8 e il 10% in beni rifugio come l’oro.

Ovviamente l’argomento più convincente a favore dell’oro nel clima attuale è la sua capacità di fungere da copertura contro l’inflazione. L’inflazione potrebbe rimanere elevata nel breve termine e il metallo giallo ha dimostrato di saper proteggere il potere d’acquisto degli investitori nel lungo periodo, sia contro l’aumento dei prezzi di beni e servizi che contro l’inflazione dei prezzi degli asset.

Con altri rischi geopolitici che ribollono, vale a dire le tensioni tra Stati Uniti e Cina sulla sovranità di Taiwan, la situazione in Iran che prima o poi richiederà l’intervento della comunità internazionale, lo scenario medio orientale aggravato dei risvolti politici scaturiti dalla immane tragedia che ha colpito Turchia e Siria.  l’oro potrebbe probabilmente rimanere molto richiesto come protettore di lunga data della ricchezza delle nazioni. 

L’oro e le pensioni future, quale impatto?

Per quanto riguarda l’oro e le future pensioni la posta in gioco è particolarmente alta. Il calo dei rendimenti obbligazionari e azionari, hanno portato a un sempre maggiore interesse verso investimenti alternativi i gestori di fondi.
Un recente sondaggio condotto dal World Gold Council ha rilevato una previsione verso strategie di portafoglio che evolvono in risposta al nuovo ambiente finanziario.

Sebbene queste nuove e interessanti classi di investimento abbiano il potenziale per rendimenti maggiori, possono essere associate a livelli più bassi di liquidità e livelli più elevati di volatilità. Ciò rappresenta un rischio significativo per i fondi pensione, che mirano a raggiungere i loro obiettivi di finanziamento e gestire i costi.

Occorre ridurre il rischio a lungo termine.

L’oro, d’altra parte, è ancora relativamente poco presente come asset dei fondi pensione e i risultati del citato sondaggio lo confermano. Meno di un terzo dei fondi esaminati possiede allocazioni in oro e tra questi, il 69% possiede allocazioni tra l’1-2% del proprio portafoglio.

Diversi fondi pensione stanno cercando di ridurre il rischio a lungo termine, e per questo potrebbe rivelarsi necessario proteggere i rendimenti, oltre che generarli. Un investimento in oro potrebbe allora diventare l’unica soluzione a simili problematiche.
Quando si sono presentati, come in questo periodo, momenti di maggiore rischio e incertezza, l’oro ne ha avuto storicamente un vantaggio, fornendo sia rendimenti positivi che contribuendo a ridurre le perdite di portafoglio.

Il prezzo dell’oro in euro è aumentato in media di quasi il 5% annuo dal 2003, passando da 10 €/g a un massimo di 58 €/g, addirittura sovraperformato una serie di indici azionari, obbligazionari e di materie prime in diversi periodi.

la natura polivalente della domanda d’oro gatantisce eccellenti prestazioni.

L’oro è ormai un comprovato ed efficace diversificatore di portafoglio. Generalmente presenta una doppia correlazione rispetto ai mercati finanziari. Come abbiamo visto nel nostro articolo sulla “doppia natura dell’oro“, questa correlazione con tali asset non funziona solo in tempi di crisi; la natura polivalente della domanda d’oro (gioielleria, industria, riserva, investimento) sostiene le tendenze dei prezzi a lungo.

Nonostante tale consapevolezza, quasi i ¾ dei gestori di fondi continuano ad associare l’oro a maggiori livelli di volatilità. Come per qualsiasi attività finanziaria, un’allocazione in oro non è assolutamente esente da rischi e il prezzo del metallo è soggetto naturalmente ad oscillazioni nel breve periodo. Ma, se si vanno a controllare i dati storici a lungo termine, nello stesso periodo a cui facciamo riferimento (2003-2023), il tasso di volatilità annuale dell’oro è stata in media del 14-16%, nettamente inferiore rispetto ad altre classi di attività tradizionali come le azioni.

Tutto quanto sopra detto, va a sostenere la convinzione secondo la quale, anche i piccoli risparmiatori che vogliono mettere da parte qualcosa per integrare la propria pensione, garantendone nel lungo periodo il potere di acquisto, e perché no anche un minimo di rendimento, possono optare per dei piani di accumulo in oro fisico.  

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