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Gli effetti della guerra fra Israele e Hamas sulle quotazioni dell’oro

Israele hamas e la quotazione dell'oro

Israele, Hamas e le quotazioni dell’oro

La guerra fra Israele e Hamas spinge gli investitori verso i beni rifugio. L’oro balza oltre quota 1.870 dollari/oncia, e l’indice del dollaro (DXY) scende a 105,79 dal massimo di 107,37 raggiunto il 3 di Ottobre.

A preoccupare gli operatori del mercato non è soltanto l’inizio della pesante offensiva di Israele, ma anche l’ipotesi di un conflitto più ampio a causa delle accuse di un coinvolgimento di Teheran negli attacchi.

La guerra fra Hamas e Israele vede le quotazioni dell’oro in rialzo e spinge gli investitori a spostarsi verso gli investimenti in oro.

Sabato 7 ottobre i terroristi di Hamas sono entrati in Israele dando vita ad un attacco senza precedenti. Dopo aver lanciato migliaia di razzi contro lo Stato ebraico, il gruppo militante islamico ha fatto irruzione a sorpresa nel sud di Israele da Gaza, uccidendo oltre 700 persone. Il peggior numero di vittime in un singolo attacco all’interno dei confini di Israele dalla sua fondazione nel 1948.

Israele ha formalmente dichiarato guerra e ha risposto con un massiccio bombardamento di Gaza, colpendo anche obiettivi in Libano dopo che i militanti di Hezbollah, sostenuti dall’Iran, hanno sparato colpi di mortaio verso Israele.

Cosa accadrà alle quotazioni dell’oro?

Se questo sarà un momento di forte rally per le quotazioni dell’oro o meno dipenderà da quanto durerà il conflitto e da quali saranno i paesi direttamente coinvolti e risucchiati nello stesso.

Lo stato di Israele dovrà affrontare un conflitto “lungo e difficile” con Hamas, ha dichiarato il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu. 

E intanto il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha ufficialmente promesso “ulteriore assistenza” durante una conferenza stampa, “con ulteriori sviluppi nei prossimi giorni”, e nel frattempo il segretario alla Difesa della Casa Bianca Lloyds Austin ha ordinato alla flotta e agli aerei militari statunitensi di istanza nel mediterraneo di portarsi a ridosso delle coste Israeliane.

A causa di questi fatti la settimana sui mercati si è aperta con quasi tutte le borse in rosso e con un preoccupante aumento di quasi tutte le materie prime, soprattutto di Gas e Petrolio. Secondo i più importanti analisti, l’innalzarsi di fattori di rischio geopolitico spinge verso l’acquisto di asset come l’oro e aumenta la domanda di titoli del Tesoro statunitensi.

La quotazione dell’oro sale oltre 1.870 dollari l’oncia

Come detto sopra, a preoccupare gli investitori è l’ipotesi di un conflitto più ampio a causa delle accuse di un coinvolgimento di Teheran negli attacchi. L’oro è balzato di oltre l’1% lunedì e oggi 11 ottobre ha superato 1.870 dollari l’oncia, aumentando sensibilmente i guadagni dalla scorsa settimana. Proprio la scorsa settimana, prima dello scoppio del conflitto fra Israele e Hamas, la quotazione dell’oro ha chiuso già con un lieve guadagno dello 0,7% in un contesto che vede una diminuzione dell’indice DXY del dollaro, che ha alimentato le preoccupazioni sui tassi dei buoni del tesoro. È noto, infatti, che rendimenti più elevati sui buoni del tesoro rendono l’oro meno attraente per gli investitori.

L’oro continua a confermarsi come ottimo asset di copertura.

L’oro continua così a confermarsi un’ottima copertura contro le turbolenze internazionali. Una valutazione che riguarda anche il dollaro che, in passato, ha tratto beneficio dalle crisi internazionali. Il dollaro, nonostante l’indice DXY sia in ribasso, ha performato rispetto a diverse valute, in scia all’aumento delle tensioni in Medio Oriente, che hanno spinto i mercati anche verso i cosiddetti beni rifugio. Alle 13:00 di mercoledì 11, il dollaro si porta in netto rialzo rispetto all’euro a quota 1,06 e sale anche contro la valuta giapponese, con il dollaro a 149 yen.

Ancora oggi, come da lunedì, permane una forte incertezza dei mercati. Come anticipato sopra, il dato positivo del rapporto sull’occupazione statunitense, decisamente forte, manterrà nell’incertezza ancora molti investitori. Inoltre, non va sottovalutato che alle preoccupazioni degli investitori legate alle prossime mosse delle banche centrali si è aggiunta una nuova guerra dai risvolti ancora molto incerti, che dopo quella in Ucraina, potrebbe ancora una volta scombussolare gli equilibri dei mercati già abbastanza precari.

Per ulteriori approfondimenti vai alla pagina del blog di Sterlinaoro.it.

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