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Consumo di oro in Cina: manovra pilotata?

Consumo di oro in Cina

Consumo di oro in cina, critiche ai dati.

I dati sul consumo di oro in Cina stanno subendo numerose critiche nelle ultime settimane. Gli analisti occidentali hanno messo in discussione le classifiche che vedevano l’ex Impero celeste quale leader mondiale nelle importazioni del Gold.

La sbandierata crescita sul consumo di oro in Cina potrebbe quindi apparire come una manovra pilotata, per allontanare le paure di una frenata nell’economia. Si fa largo il dubbio di unn miglioramento studiato a tavolino. La reale domanda di oro inoltrata verso i paesi esteri non corrisponderebbe ai dati sulle attività produttive.

L’ultima cifra del 2013 diramata dalla Cina Gold Association parla di un consumo del nobile metallo cresciuto di ben 1.176 tonnellate rispetto all’anno precedente. Con una domanda di lingotti d’oro che registra un aumento del 57% (+375,7 tonnellate) e quella di gioielli in ascesa del 43% (+716,5 tonnellate).

Dati che, ad ogni modo, sembrano lungi dall’avere un effettivo riscontro. Le stime parlano infatti di un leggero calo nelle importazioni. le stesse informazioni si registrano anche per quanto riguarda il fronte delle uscite, con le quantità ritenute inflazionate dagli osservatori.

Fine della disamina? Nemmeno per sogno, visto che l’altalena dei valori potrebbe essere stata inficiata dagli scambi effettuati ad Hong Kong. Hong Kong infatti costituisce una sorta di eden per gli acquirenti i quali vogliono comprare l’oro senza l’aggravio delle aliquote fiscali cinesi.

Occorre approfondire per fare chiarezza

Il consumo di oro in Cina potrebbe conoscere altri canali di realizzazione, come ad esempio il porto di Shanghai ed il confine con la Russia. Canali che potrebbero far schizzare le importazioni a circa 2.400 tonnellate annue.

Un altro punto di distanza è costituito dall’uso effettivo di oro da parte della popolazione cinese, che secondo i dati ufficiali delle associazioni dovrebbe aggirarsi intorno alle 1.200 tonnellate annue. Da cosa potrebbe essere costituito il divario? La risposta non è nemmeno troppo ardita. l’oro in surplus potrebbe essere gestito da una holding governativa, per poi essere trasferito nelle riserve auree della banca centrale cinese.

Questo dato suggerirebbe una costituzione delle riserve auree cinesi molto più grande di quanto immaginato. Se questa valutazione si verificasse corretta, la Cina supererebbe le riserve auree ufficiali degli Stati Uniti stimate in 8.133,5 tonnellate d’oro. Un “salto” che spiazzerebbe qualunque tipo di analisi, visto che le riserve ufficiali cinesi ammontavano ad “appena” 1.054 tonnellate cinque anni fa.

L’ipotesi è supportata dal fatto che i funzionari e gli esperti cinesi sembrano valutare le riserve auree del paese come una chiave imprescindibile per esprimere pienamente la propria posizione finanziaria a livello mondiale. Al fine di dettare i termini delle valute globali negli anni a venire. Il concetto potrebbe essere quello di una pianificazione strategica a lungo termine, una mossa di cui tutto l’Occidente dovrebbe essere consapevole.

Le conseguenze potrebbero essere infatti quelle di un ribaltone nelle gerarchie di dominio nella finanza mondiale. Gli Stati Uniti potrebbero perdere la loro leadership a favore di uno stato che vanta un’enorme popolazione ed una significativa crescita economica negli ultimi anni. Sono elementi che non vanno assolutamente sottovalutati nell’insieme di un bilancio sulle proiezioni future.

Articolo di Edoardo Ebolito su Informazioni d’Oro – 13 febbraio 2014

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