Che futuro avremo? Come difenderci?

a cura di Confinvest F.L.

Che futuro avremo? Come difenderci?

A gennaio l'Eurozona ha registrato un balzo dell'inflazione all'1,8%, il dato più alto dal febbraio 2013, in netto rialzo rispetto all'1,1% di dicembre e superiore anche alle aspettative che si collocavano all'1,6%. Con questi numeri diventa a rischio la manovra di espansione monetaria della Banca Centrale Europea (quantitative easing), che dal 2011 ha dato un po' di ossigeno all'economia.

Insieme all'inflazione è comparso anche qualche segnale di ripresa: il PIL dell'Eurozona è cresciuto dello 0,6% nel quarto trimestre (più 1,8% su base annua, meglio dell'1,6% del dato USA), mentre la disoccupazione è scesa al 9,6%, livello più basso dal 2009.

Qualche segnale incoraggiante, dunque, meno che per l'Italia, che si conferma fanalino di coda e continua a collezionare record negativi. L'OCSE stima uno striminzito aumento del PIL dell'1% sia per il 2016 sia per il 2017, e l'Italia si conferma il paese europeo con il tasso di natalità più basso: solo 474 mila nuove nascite, record storico negativo. Dati che non lasciano presagire alcun recupero nel settore immobiliare (a chi servono le case se la popolazione diminuisce?) né in quello dei consumi.

La ricetta della Commissione europea per curare i mali dell'Italia è velenosa: "l'Unione Europea pretende aumento IVA e patrimoniale". Entrambe sarebbero misure deleterie e fatali per un'economia fondata sui consumi e per un sistema bancario fortemente esposto sui crediti immobiliari. Fino a quando le politiche fiscali seguiranno filosofie recessive di questo tipo, il divario tra le economie più dinamiche e quelle stagnanti (come quella italiana) all'interno dell'area Euro continuerà ad allargarsi.

La Commissione Europea esprime dal suo portavoce, ovvero il suo più alto funzionario, il timore circa lo stato di salute del credito italiano: «Un sistema credito che ha smarrito una parte della fiducia dei mercati, come dimostra la caduta dei valori di Borsa nel 2016. Viviamo oggi nel paradosso dei crediti deteriorati; le banche devono ridurre le sofferenze accumulate negli ultimi anni e dall'altro i fondi pensione, le casse previdenziali ed i risparmiatori-investitori sono alla ricerca di redditi». "Le banche, le banche"... ripete l'alto funzionario europeo presentando un rapporto della Commissione sullo stato di salute del credito italiano. Visti i numeri, la situazione potrebbe cambiare nel giro dei prossimi dodici mesi... in peggio! Quasi una sirena d'allarme, come quelle che precedono le incursioni aeree.

Se a queste preoccupazioni aggiungiamo gli esiti incerti delle politiche contro l'Euro e la struttura-Europa derivanti anche dalle prossime elezioni in Olanda, le elezioni presidenziali in Francia ed il rinnovo in Germania di parlamento e cancelliere, dovremmo fare molto attenzione alle "sirene d'allarme".

Un passo indietro: il 15 Settembre del 2008 è un giorno che si ricorderà come evento catastrofico: fallisce la Lehman Brothers, una delle più potenti banche d'affari del globo. A distanza di anni, ancora oggi ci portiamo dietro le conseguenze di quell'evento. La Fed (la banca centrale statunitense) per tamponare ha effettuato interventi di dimensioni storiche, ovvero ha stampato vagonate di nuovi dollari (carta), per sostenere i mercati finanziari, ormai al collasso.

La realtà è che oggi l'America è obbligata ancora a stampare sempre più dollari (sempre carta); se smettesse di farlo, il mondo intero collasserebbe in una crisi che non avrebbe precedenti nella storia. Sicuramente maggiore e più catastrofica di quella del '29. Operazioni "di pura tiratura tipografica" che poi sono state intraprese da altre banche centrali, in primis dalla Banca Centrale Europea.

Potrà reggere questo perverso sistema?

Inoltre si rilevano problematiche anche per le riserve auree depositate presso le banche centrali. Ufficialmente le riserve di oro tra tutte le banche centrali ammontano a 33.978 tonnellate (2.450 circa quelle italiane). In pratica questo oro non è disponibile per la popolazione come denaro, perché nessuna banca centrale oggi gestisce un gold-exchange standard. Ma ci sono altri problemi: siamo certi che le quantità dichiarate siano veritiere? Questo dubbio è particolarmente fondato per il tesoro degli Stati Uniti, che secondo le dichiarazioni della FED possiede 8.130 tonnellate. Si presume che spesso sia stato utilizzato dall'Exchange Stabilisation Fund per manipolare i prezzi. Da tempo anche noi di Confinvest FL, anche solo per una valutazione di buon senso, lo denunciamo. Idem per le dichiarazioni, poco certe, di Cina e Russia. Dall'inizio dell'era euro abbiamo perso oltre il 50% del nostro potere d'acquisto, se uscissimo dall'euro ne perderemmo oltre il 60... se rimaniamo con questa gestione-Europa in crisi esistenziale, quanto ne perderemo nei prossimi anni?

Come difendere allora il potere d'acquisto ed i risparmi? Da tempo noi consigliamo investimenti ed accantonamento di oro fisico, almeno un buon 20% sul mobiliare posseduto.

Investimenti con valori ragguardevoli o strumenti di accumulo a scadenza certa (solitamente mensili) con importi ragguagliati alle proprie entrate (i nostri piani di accumulo non prevedono penali in caso di cessazione dell'impegno). Una forma di risparmio che permette di entrare nel mercato con cifre piccole rappresentando di fatto l'investimento del cliente "retail". In questi casi noi consigliamo monete d'oro (in particolar modo Sterline Elisabetta II) al posto dei lingotti, per maggiore facilità in caso di eventuali vendite future. Ovviamente a disposizione anche lingotti a titolo 999.9.

Come forma d'incremento previdenziale noi consigliamo il piano d'accumulo denominato "La pensione d'oro". Un'iniziativa che ha incontrato molto interesse.

L'oro è attualmente sottovalutato come quotazione reale ed una ulteriore espansione della FMQ sembra certo che porterà ad un esame completo del rapporto di prezzo tra dollari ed oro fisico, sicuramente a beneficio dell'oro ed a scapito del dollaro.

Pertanto, perché perdere denaro? Perché non dare valore ai risparmi?

(Confinvest F.L. - 15 marzo 2017)

 

Gioielli sterline oro
 

Quotazioni monete d'oro
del

Fonte: Confinvest domanda offerta
Sterlina (v.c.) € 250.00 € 280.00
Sterlina (n.c.) € 255.00 € 283.00
Sterlina (post 74) € 255.00 € 283.00
Marengo Italiano € 197.60 € 218.00
Marengo Svizzero € 196.60 € 215.90
Marengo Francese € 195.40 € 214.50
Marengo Belga € 195.30 € 214.00
Marengo Austriaco € 195.00 € 213.00
20 Marchi € 239.30 € 275.10
10 $ Liberty € 580.00 € 625.00
10 $ Indiano € 590.00 € 635.50
20 $ Liberty € 1099.90 € 1210.10
20 $ St. Gaudens € 1126.90 € 1230.00
4 Ducati Austria € 472.00 € 510.00
100 Corone Austria € 1052.00 € 1110.00
100 Pesos Cile € 634.00 € 680.20
Krugerrand € 1072.40 € 1130.00
50 Pesos Messico € 1292.00 € 1354.00

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PESO E DIMENSIONI DELLA STERLINA D'ORO

Peso e dimensioni della Sterlina d'Oro

Nome: Gold Sovereign
Paese: Gran Bretagna
Peso: 7,9881 g
Spessore: 1,52 mm
Diametro: 22,05 mm
Titolo: 22 kt (91,67%)
Peso in oro: 7,3224 g

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